Eco Not Ego: la calza manifesto che si indossa

Eco Not Ego: la calza manifesto che si indossa

Facciamo trekking in montagna, escursioni e cammini anche per ritrovare noi stesse e noi stessi in una connessione profonda.

Eco Not Ego è una proposta etica: fare un passo per vivere un'altra prospettiva, per sentirsi parte della natura di cui siamo sostanza. 

Un cambio di orizzonte e di attitudine nei confronti di noi stessi, del nostro rapporto con la natura, ma anche con la società dei consumi.

A questo punto, la domanda: come si fa a lasciare a casa l’ego per un’uscita in montagna?

5 strumenti per lasciare l’ego a casa

1. In ogni momento: scegliere con consapevolezza

L'eco-centrismo si esercita anche, e forse soprattutto,  nelle scelte di consumo.

Scegliere attrezzatura realizzata con materiali certificati, prodotta da filiere trasparenti, pensata per durare nel tempo: è un atto coerente con la stessa filosofia che porti in montagna.

Una calza tecnica di qualità che dura anni può essere una scelta più consapevole di tre prodotti "green" che però hanno vita breve.

Non si tratta di comprare di più, ma di comperare meglio, e quindi meno. Di chiedersi, prima di ogni acquisto: questo prodotto è coerente con il posto in cui voglio camminare?

Le Reactive Eco Not Ego 6000 di Calze GM nascono proprio da questa idea: trasformare una scelta tecnica in una scelta più consapevole. Questo manifesto lo raccontano attraverso tre elementi concreti.

Le tre storie di Eco Not Ego

Il cotone biologico pettinato ha una storia tecnica interessante da raccontare: anzi, di storie ne ha tre.

La prima: la pettinatura elimina le fibre più corte e deboli, quelle che creano peluria e si rompono prima. Il filato che si ottiene è più resistente, più liscio, più duraturo. L’etica di Eco Not Ego passa anche da qui: più durata, meno sostituzione, meno rifiuto

La seconda storia si chiama certificazione GOTS (Global Organic Textile Standard), il più importante standard internazionale per i prodotti tessili realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica (come cotone, lino, canapa o lana). Garantisce la sostenibilità del prodotto e il rispetto dei diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera.

Infine, la poliammide riciclata certificata GRS (Global Recycled Standard), così da dare una nuova vita a filato già esistente.

2. Prima dell’escursione: conoscere la natura

Studiare la stagionalità del territorio nel quale camminerai, le specie presenti e i loro comportamenti (vedi alla voce nidificazione, le regole di coesistenza con l'orso , cosa fare se si incontra un orso, il vademecum informativo al lupo dell'associazione "Io non ho paura del lupo" per esempio), le condizioni del terreno.

È una forma di rispetto attivo, oltre che di curiosità.

L'ego vuole andare dove vuole quando vuole. L'eco-centrismo si chiede se è davvero il momento giusto per essere sul sentiero che stai percorrendo, nell'ambiente che stai attraversando.

3. Durante l’escursione: seguire la filosofia Leave No Trace

È una filosofia nata negli Stati Uniti negli anni '90 e oggi adottata a livello internazionale. Raccoglie sette principi per ridurre l'impatto umano negli ambienti naturali. Non sono divieti, ma inviti a sviluppare consapevolezza. In breve:

  • pianificare prima di partire,

  • restare sui sentieri tracciati,

  • gestire correttamente i rifiuti,

  • ridurre l’impatto dei fuochi,

  • rispettare la fauna e la flora,

  • rispettare le altre persone che frequentano i sentieri,

  • lasciare intatto ciò che si trova.

La sfumatura interessante: la Leave No Trace non si rivolge solo a chi non sa come comportarsi nella natura, ma anche a chi la ama profondamente: spesso è proprio l'entusiasmo, il voler toccare, fotografare, esplorare fuori traccia, a causare i danni maggiori.

4. Durante l’escursione (ancora): l’attenzione

È un po’ come la mindfulness. Significa camminare essendo presenti, significa abituare i sensi a sentire cose che altrimenti passerebbero inosservate.

Chi osserva davvero, non calpesta il fiore. Chi ascolta davvero, abbassa la voce. Chi è davvero presente non si mette in pericolo per conquistare una cima, ma vive ogni passo.

5. Dopo l’escursione: la manutenzione come atto di cura

Lavare bene, riporre in ordine, riparare invece di sostituire, far durare quello che hai scelto con cura: questi gesti chiudono il cerchio.

Infine - last but not least - ti prendi cura di te: dei piedi che hanno camminato, della schiena che ha portato lo zaino, del cuore che si è emozionato. Per la fine di un'escursione in condivisione con te stesso o gli amici, immergiti nel profumo di montagna di una tisana Regeneration Gemme Alpine.

Ogni passo in montagna è una scelta: quale direzione vuoi che prenda il tuo?